Wide Bay, Rainbow beach – Frazer Island, Kingfisher Bay Resort
Dicembre 26, 2022 - Dicembre 28, 2022
Percorso: Wide Bay, Rainbow beach – Frazer Island, Kingfisher Bay Resort
Equipaggio: Giorgio, Franco, Stefano, Maribel, Arianna, Eloise, Federico, Sveva e Giulio
Meteo: Sole, SE BF4
Partenza molto presto la mattina, intorno alle 4, per presentarsi davanti all’entrata di Wide Bay vicino a Frazer Island intorno alle 6, poco dopo il minimo della marea, in modo tale da avere la corrente a favore e la marea alta durante il trasferimento nel dedalo di canali poco profondi fra la terraferma e Frazer Island. Anche così presto si vedono le prime luci dell’alba.
La barra di sabbia che si forma all’entrata dei canali si muove un pochino, e arriviamo poco prima dell’inizio del servizio di informazione della Cost Guard di Tin Can Bay, che risponde sul canale 80, ma noi seguiamo 2 pescherecci che ci guidano perfettamente dentro. Interessante l’andirivieni di ferries che operano come mezzi da sbarco sulla sabbia e portano le grandi jeep con il rimorchio sull’isola, che ha la spiaggia di sabbia più lunga del mondo: 75 miglia, tutte “carreggiabili”.
I canali sono pieni di banchi di sabbia, dai quali spuntano mangrovie solitarie.
Decidiamo di non arrivare completamente fuori dai canali, ma di fermarci al Kingfisher Bay Resort, l’unico dell’isola di Frazer, perché sarà possibile da lì organizzare qualche giro all’interno dell’Isola, che sembra molto interessante. Davanti al resort troviamo diverse barche ormeggiate, e un lungo pontile che porta anche qui turisti e jeeps dalla terraferma
L’isola di Frazer è interamente formata da sabbia, una sabbia molto fine e bianca, sulla quale cresce una foresta anche molto rigogliosa. Le dune a ridosso della spiaggia possono essere anche alte e ripide.
È l’isola di sabbia più grande del mondo ed è un sito UNESCO dal 1992. Sembra che la sabbia sia arrivata un milione di anni fa dall’Antartico, che a quel tempo era riunito all’Australia nella Pangea.
Il giorno dopo riusciamo a prenotare un bel tour dell’isola in un bus a quattro ruote motrici, capace di muoversi sulla sabbia. La prima tappa è il Lago McKenzie. Uno dei bellissimi laghi che si formano dalle conche di sabbia dell’isola, dove cresce la vegetazione e poi piano piano che cadono le foglie e i residui organici si impermeabilizzano e non lasciano più filtrare l’acqua piovana attraverso la sabbia. La sabbia è bianchissima e l’acqua molto trasparente e pura. La guida ha detto che si può bere!
Nella seconda tappa facciamo un bel giro nella foresta pluviale, con alberi altissimi e bellissimi. Partiamo da un posto chiamato Central Station, usato nella seconda metà dell’800 dai tagliaboschi che raccoglievano la legna da questa isola. La foresta pluviale si è formata perché man mano che crescevano piante sul lato est dell’isola, morivano e creavano un substrato che si propagava verso Ovest, con il muoversi delle dune di sabbia, ma anche grazie alla simbiosi con un fungo microscopico che cresce solo qui e che apportava più nutrimento e acqua alle piante.
Molto affascinante il Vangoollba creek, che scorre nel centro della vallata talmente tranquillo che le donne indigene venivano qui a partorire: è una oasi di pace!
Dopo un lauto pranzo in un piccolo resort dall’altra parte dell’Isola, raggiungiamo la spiaggia più lunga del mondo e cominciamo ad attraversarla in bus.
Il traffico sulla spiaggia è davvero intenso, è considerata una autostrada, ed infatti il limite di velocità è di 80 Km/h anche qui. La prima tappa è il relitto del Maheno, una nave giapponese che si è arenata mentre la stavano riportando in Giappone dopo la guerra. Bellissimo il nostro bus sulla spiaggia!
Poco più in là ci fermiamo a vedere della sabbia sedimentata da centinaia di migliaia di anni che è diventata quasi roccia: i pinnacoli. Sarà il punto più a Nord che raggiungiamo, ma la spiaggia continua bellissima.
L’ultima tappa prima del rientro è l’Eli creek, dove vediamo alcuni Dinghies aggirarsi fra le persone che affollano il posto per farsi il bagno nel secondo torrente più grande dell’Isola.
Il ritorno alla barca sarà complicato perché due macchine si sono insabbiate in un passaggio molto stretto e per una quarantina di minuti hanno bloccato il traffico nei 2 sensi, fino a quando dei volontari sono venute a trascinarle fuori.