Vanuatu: Efate, Esema Bay – Malekula Avok

Agosto 18, 2022 - Agosto 20, 2022
Percorso: Vanuatu: Efate, Esema Bay – Malekula Avok
Equipaggio: Giorgio, Franco, Stefano, Maribel, Arianna, Eloise, Federico, Safiria e Thievent
Meteo: Variabile, Poi S BF4-5

La giornata è sotto l’insegna del passaggio di un fronte con il vento che deve passare da NE a S a metà mattinata e abbiamo 70 miglia da fare. Considerato che sarà anche un po’ piovoso, decidiamo di partire presto, anche se dovremo passare qualche ora a motore e con mare confuso. Verso le 11 finalmente il vento da Sud arriva, fresco e gagliardo e mettiamo su tutte le vele filando ai soliti 8-9 nodi. 

Arriviamo nella baia di Avok nel pomeriggio. Bred di Superseal Yacht ci ha fatto un po’ di briefing su cosa fare in queste isole. Ci sono belle immersioni e la possibilità di vedere i dugonghi. Come sarà sempre consigliato di fare, dobbiamo scendere a terra appena arrivati, per chiedere il permesso di fare attività, anche solo in mare. In effetti le Vanuatu sono uno dei pochi posti al mondo dove i proprietari delle terre sono anche proprietari del mare, fino a quando si vede il fondo. Sembra che qui si possa vedere un villaggio un po’ tradizionale, senza camminare per ore nella foresta come a Santo e che Grechen (5257205) o chef Kaiser (5321788) potranno portarci. I dugonghi sono visibili anche a Gaspard e Cook Bays, o verso il Sud di Uliveo Island, dove si possono fare alcune immersioni interessanti. Uliveo è una isola invece un po’ più turistica. 

Appena arrivati ad Avok non ci sarà bisogno di andare sull’isola, perché ci vengono subito a trovare 2 dei 300 abitanti dell’isola, George e un’altra persona, che arrivano su una delle canoe tipiche, che costruiscono scavando un tronco in meno di un giorno. 

George ci dice che siamo la prima barca ad arrivare nelle isole da più di 2 anni, a causa del Covid e quindi siamo un grande avvenimento: ecco perché sono venuti subito a bordo… Ci invita a visitare il villaggio, l’indomani e ad assistere a uno spettacolo di danza. Passerà nel mattino a spiegarci il programma e ci porterà anche dei granchi giganti che si pescano da queste parti.

George ci racconta che i bambini stanno tornando da scuola in barca e che cui imparano le 2 lingue ufficiali, l’Inglese e il Bislama (derivato dall’Inglese, il francese e parole dai dialetti locali), ma che ognuno ha il suo dialetto, a volte molto diverso da quello di un altro villaggio. Ci mostra una isola a fianco e ci spiega che li, per esempio, la lingua è completamente differente e quasi non si capiscono. In effetti alle Vanuatu c’è la più alta densità di lingue pro capita al mondo: 138 lingue indigene su una popolazione di 300,000!

Il giorno dopo andiamo al villaggio a prendere George e cerchiamo i dugonghi. Dopo averli cercati nelle baie protette andiamo lungo un reef e finalmente li troviamo!

Dopo pranzo ci rechiamo invece al villaggio, dove ci hanno promesso un giro del villaggio e poi una danza. Già all’arrivo l’accoglienza è calorosa, con tanto di discorso scritto del capo villaggio. 

George ci mostra la canoa fatta con il blue tree, detto così perché buttando l’acqua sgottata dalla canoa, questa fa una macchia blu bellissima nel mare!

Girando per il villaggio incontriamo uomini intenti a preparare la cava, prima facendola a pezzettini, poi mettendola in un mulino e poi bagnandola per farne la bevanda che bevono ogni sera al cava bar. Ci seguono poi tanti bambini curiosi.

Alla fine della passeggiata ci addentriamo nella foresta e arriviamo ad una radura bellissima dove hanno preparato la danza tradizionale, molto bella.