Indonesia, Raj Ampat, Kawe – Wayag

Luglio 19, 2024 - Luglio 22, 2024
Percorso: Indonesia, Raj Ampat, Kawe – Wayag
Equipaggio: Franco, Michele, Federico, Stefano, Maribel, Arianna, Eloise, Beatriz e Jorge
Meteo: Nuvolo, S BF3-5

Partiamo con un pochino di vento da dietro e siccome la distanza da fare è poca, allora decidiamo di farci aiutare solo dal Solent, oltretutto dobbiamo fare un po’ di zig-zag fra isole e banchi di corallo. Appena partiti cominciamo a fare il conto alla rovescia per il passaggio dell’equatore e siamo tutti emozionati quando le coordinate della latitudine passano da S a N sullo strumento. 

All’entrata del bellissimo parco naturale di Wayag non troviamo le boe descritte dal portolano e proviamo ad addentrarci verso un bell’ormeggio consigliato, ma è preso da un rally dell’Indonesia (4 barche!), per cui ci dirigiamo nel cuore dell’isola in una baia incredibile dove siamo soli. Lo spettacolo dall’alto con il drone toglie il fiato!

Arianna si diverte intatto a fare qualche foto sia al drone che alla mamma. Ottimi primi tentativi!

Il primo giorno, venerdì, partiamo all’esplorazione della parte nord dell’isola, usando sia il gommone che il paddle, fra banchi di sabbia appena coperti dalla marea e angoli completamente isolati dove c’è solo il fruscio del vento o il gridare degli uccelli. Un vero paradiso. Il secondo giorno, sabato, decidiamo di scalare la vetta del monte Pindito, che è verso l’entrata dell’isola da cui siamo arrivati. 

La scalata si rivelerà abbastanza dura, ma fattibile con grande cautela, a causa anche delle rocce affilate come coltelli. Lo spettacolo all’arrivo ripagherà comunque della fatica. 

Più tardi Stefano farà una foto dal drone del monte Pindito, che si rivela bello pendente anche a vederlo dal drone!

La discesa, molto più difficile della salita, ci ha reso esausti e prima di tornare a pranzo facciamo una bella rinfrescata su un reef. Dopo pranzo Maribel aiuta Stefano a tagliarsi i capelli dimostrando un talento notevole! Nel frattempo, sotto la nostra barca girano degli squaletti e uno di questi è immortalato da Gorge al calar della sera. 

Durante il secondo giorno partiamo in esplorazione di una parte dell’isola che si è molto scoperta a causa della bassa marea sigizia. Siamo tutti molto soddisfatti di questo misto di spiagge e reefs. 

Tornati in barca il cielo si rischiara parecchio e Stefano ne approfitta per fare delle foto potenzialmente più chiare con il drone. Una foto viene fatto al gruppo del rally, che si è ingrossato molto e soprattutto si è aggiunta una solitaria giapponese che ha richiesto in mattinata aiuto al nostro equipaggio a causa di una panne di motore e una mentale (non voleva usare la vela perché non “sapeva andare controvento” ed era un po’ perduta). Abbiamo poi scoperto che era da 5 anni che girava il mondo dopo aver perso il marito, che era il vero skipper nella coppia, per un cancro. 

Al ritorno siamo tutti esausti ma prima di cena Maribel e Stefano faranno un giro per l’isola in gommone per fare qualche bella foto e ascoltare e vedere un po’ di natura.

La sera Arianna ed Eloise ci convincono ancora a giocare ai Lupi Mannari del Villaggio. Anche se avevamo fatto sparire le carte riportandole in Italia, loro ne hanno fatte di nuove pur di giocare! E indovinate come è andata a finire? Arianna si è messa a piangere perché è stata la prima a morire …. Déjà vu!

L’ultimo giorno che passiamo a Wayag è il martedì 23 luglio e prima di partire facciamo una esplorazione ancora più profonda nella parte Est dell’isola, fra stretti canali con forti correnti e spiagge meravigliose.

Al pomeriggio verso le 3, dopo un lauto pranzo, è ora di partire! Fortunatamente la nostra ancora, profondissima, non si è attorcigliata attorno a nulla e possiamo lasciare l’isola più bella del mondo a poppa.