Indonesia, Komodo, Gili Lawa Darat strait – Borneo, Bawal Island
Agosto 6, 2024 - Agosto 11, 2024
Percorso: Indonesia, Komodo, Gili Lawa Darat strait – Borneo, Bawal Island
Equipaggio: Franco, Michele, Federico, Stefano, Maribel, Arianna ed Eloise
Meteo: Sole, SE BF3-6
GIORNO 1: partiamo intorno alle 14 dopo l’ultimo snorkeling della zona di Komodo, con il log a 27,990 miglia. Il parco è venuto a riscuotere 2,5M (circa 150 euro) per 2 giorni di presenza ma non ci ha lasciato la ricevuta dicendo che avremmo dovuto andarla a prendere in ufficio: comportamento deprecabile.
Il primo giorno siamo costretti ad usare un motore assieme alle vele, ma questo ci permette di mantenere una buona direzione e velocità. La buona notizia è che con il gasolio nuovo di Labuan Bajo, i nostri problemi con lo spegnimento dei motori per problemi di afflusso carburante sono totalmente finiti. È incredibile come un gasolio di bassa qualità possa essere così difficile da gestire, ma l’incubo sembra finito. Verso le 6 del mattino la pressione del vento finalmente aumenta e si può andare a vela, ci aspetta comunque ancora una giornata relativamente lenta e tranquilla (15 nodi di vento), prima di entrare in una zona più ventosa (>20 nodi). Allo scadere delle 24 ore avremmo 28.164 miglia sul log con 174 percorse.
GIORNO 2: Nelle ore successive procediamo a vela anche con poco vento dietro e lentamente, visto che non abbiamo zone da evitare per un lungo periodo. Gli unici oggetti da evitare saranno le navi che incrociano, a volte molto lentamente, in questo tratto di mare.
La calma e la tranquillità inducono alle attività più varie. Stefano sempre al lavoro, Eloise alla lettura mentre Arianna e la mamma fanno un po’ di ginnastica.
Durante la notte passiamo su delle secche e ci sono molti pescherecci da evitare. La mattina ci succedono due piccoli incidenti. Il primo è l’esplosione della bugna della randa. Apparentemente cedono prima le saldature e persino il tondino si spacca!
Prontamente l’equipaggio installa un loop di tessuto al posto della bugna e fa un lashing per fissarlo, ma decidiamo comunque di procedere con una mano di terzaroli visto che nei prossimi giorni è previsto un rinforzo di vento.
Il secondo problema è invece la rottura di una maglia della catena di collegamento fra i due timoni, un problema già avuto tempo fa, per un cattivo lavoro dell’arridatoio. Anche questo problema è risolto in navigazione, mentre Stefano tenta di evitare una flotta di pescherecci davanti aiutando il pilota automatico, che agisce su un solo timone, agendo a mano sull’altro timone. Allo scadere delle 24 ore, dopo una buona carbonara, avremmo 28,334 miglia sul log con 170 miglia percorse in un giorno.
GIORNO 3: Le previsioni sono di buon vento e sulla nostra rotta verso ovest, sia pure con un angolo di vento apparente di 125° non ci sono isole su cui fermarsi, per cui sembra che faremo un altro giorno pieno di navigazione. Il vento verso il pomeriggio rinforza molto e al calare della notte, oltre a una costellazione pazzesca di parche da pesca con luci potentissime, abbiamo un rinforzo verso i 25 nodi che salgono a volte verso i 30 alla fine del turno di Stefano e Maribel. Con l’arrivo di Franco decidiamo quindi di avvolgere lo Yankee e mettere il Solent per far passare la notte tranquilla. Buona scelta visto che il vento rimarrà gagliardo per altre quattro ore. Allo scadere delle 24 ore, dopo una buona insalatona, avremmo 28,524 miglia sul log con 190 miglia percorse in un giorno, alla ottima media di quasi 8 nodi!
GIORNO 4: Ancora un giorno di vela completo con un buon vento. La notte è una festa di pescatori incredibile e bisogna stare continuamente all’erta. Se ci fosse stata la luna piena forse avremmo avuto meno luce! Una barca ci passa anche così vicino da poter intravedere le loro reti.
Al mattino accarezziamo l’idea di fermarci dietro un paio di isole sconosciute nell’angolo Sud-Ovest del Borneo, perché sembra che potremmo approcciarle ancora di giorno e strambiamo per poterci arrivare a vela. Eloise si sveglia ed il giorno del suo compleanno (13 anni!) cominciamo i festeggiamenti con i pancakes per colazione!
Allo scadere delle 24 ore, dopo un’altra buona insalatona, avremmo 28,708 miglia sul log con 184 miglia percorse in un giorno. Decidiamo di passare una notte all’ancora e anche se non abbiamo nessuna indicazione, ancoriamo nella baia dell’isola di Bawal, all’estremità SW del Borneo, dopo una cavalcata ininterrotta di 763 miglia con il log che si ferma a 28,753 miglia. La sera festeggiamo il compleanno di Eloise con un bel tiramisù destrutturato. I savoiardi, infatti, avevano gli insetti dentro (usciti quando li abbiamo affogati nel caffè) e Federico ha dovuto fare un pan di Spagna all’ultimo momento …
Il giorno dopo Stefano manda il drone in avanscoperta, ma a poche centinaia di metri dalla barca, succede qualcosa e il drone si scollega per sempre. L’impatto di un uccello, un blackout improvviso, la perdita di un’elica? Nessuno lo saprà. La tristezza sparirà solo quando ci sarà un drone nuovo che arriva, chissà quanti miglioramenti tecnologici ci sono stati in 5 anni. Ci tocca quindi andare a scoprire il villaggio in gommone. Arianna potrà smettere di leggere in modo strano e verrà con Stefano e la mamma.
Arrivati alla spiaggia troviamo nuovi amici che arrivano incuriositi in moto direttamente sul bagnasciuga.
Piano piano ci facciamo capire. Ci spiegano che non c’è corallo, ma tante meduse e alla fine vengono a prendersi qualche maglietta e una birra in barca, spiegandoci che tutte le barche che abbiamo visto di notte in questi giorni pescavano calamari per il mercato di Jakarta.