Tuamotu (Atollo di Apataki) – Tahiti, Papeete (Marina Taina)

Giugno 9, 2021 - Luglio 14, 2021
Percorso: Tuamotu (Atollo di Apataki) - Tahiti, Papeete (Marina Taina)
Equipaggio: Giorgio, Franco, Stefano, Maribel, Arianna, Eloise, Sandra, Cesar e Marco
Meteo: Sole, poi Nuvolo e pioggia BF 1-3

Partenza alle ore 4 del pomeriggio per permetterci di arrivare intorno alle 7 del mattino del venerdì a Papeete. Il nostro agente Pascal Bredin ci ha prenotato l’unico Marina dell’isola, il Taina, che dice essere molto bello e molto più tranquillo della città di Papeete. La meteo dà venti leggeri da NE che tendono a rinforzare leggermente e girare da N e poi addirittura NW. Vedremo quanta vela riusciremo a fare. Intanto procedendo con rotta diretta a motore, ricaricando le batterie, ci godiamo uno spettacolare tramonto del sole sull’Atollo di Arutua. 

Durante la notte incontriamo delle piogge abbastanza estese e il vento è così irregolare nelle ultime 20 miglia che tiriamo giù la randa. Anche in questo caso abbiamo una par condicio di fotografie fra albe e tramonto, non riuscendo a scegliere quale privilegiare.

L’arrivo al Marina Taina di Papeete è puntualissimo: alle 7.30 del mattino, dove ci aspettano per il refuelling completo e poi ci assegnano un bel posto in banchina. 

Abbiamo percorso ben 3929 miglia da quando siamo partiti da Puerto Ayora, alle Galapagos, 27 giorni fa e addirittura 5354 miglia da Quepo, in Costarica, l’ultima volta che siamo entrati in un Marina ben 72 giorni fa!

Le formalità avvengono rapidamente in mattinata prima di pranzo: la polizia ci autorizza all’entrata e ci spiega che una volta ottenuti i PCR negativi, siamo liberi di circolare. Le infermiere invece sono un po’ confuse sul protocollo perché credono che siamo soggetti a quarantena e ci danno un altro test da fare a 8 giorni. Questa confusione mi sembra regni anche su internet e i nostri possibili ospiti di ELSSA che vogliono venire dall’Europa, infatti, non sanno che fare. Noi ovviamente con i risultati dei test ce ne fregheremo, come ci ha detto la Polizia. Ci sono però degli uccellini in barca che non rispettano la nostra quarantena, anche di poche ore, e ci vengono a trovare. 

Domenica Marco decide di partire per tornare a casa, complice la sua prima iniezione di vaccino fatta in Germania, e il fatto che Airfrance non consentiva più di cambiare o rimborsare il suo biglietto online, quindi doveva andare all’aeroporto almeno per farsi rimborsare. Decide di andare con tutte le valigie e ovviamente senza il risultato del PCR, quindi in piena quarantena, ma il destino aiuta gli audaci e infatti lunedì si ritrova a casa dopo non poche peripezie. 

Intanto Stefano e Maribel decidono di tornare a Nuku Hiva in aereo per vedere questa bella isola lasciata alle spalle. L’arrivo all’aeroporto locale (che gestisce un unico volo al giorno da Tahiti) è colorito e per arrivare alla baia di Taiohae, la capitale, bisogna superare una montagna di 1200 metri con panorami mozzafiato. 

Purtroppo, i primi 2 giorni sono un po’ piovosi e Maribel e Stefano si accontentano di riposarsi al Relais Chateau della capitale, concedendosi una scoperta della baia dell’hotel, che ospita anche un piccolo sito archeologico.

Il giorno dopo l’arrivo una delle barche in stato di semiabbandono nella baia rompe la catena dell’ancora e finisce sugli scogli! Il giorno dopo sarà già distrutta dalla risacca e i pezzi che restano seppelliti nella discarica comunale! Fortunatamente le autorità locali decidono di togliere tutti i liquidi e solidi che possono inquinare il mare prima del disastro, ma certo non riusciranno a evitare la vetroresina distrutta e altri materiali che si disperderanno nell’ambiente.

Durante la passeggiata facciamo un altro incontro interessante: La barca Sirius, che abbiamo incontrato negli ultimi giorni della traversata è effettivamente arrivata, ma è stata costretta a una quarantena di 14 giorni perché alle Marchesi non esiste la possibilità di fare il test PCR, e questo conferma che siamo stati molto fortunati nella nostra scelta di continuare fino a Tahiti aspettando le nuove regole in vigore dal 9 giugno. Facciamo quindi un selfie commemorativo con meno di metà dell’equipaggio, proprio nel primo giorno che l’equipaggio può toccare terra: questi simpatici danesi erano infatti 11 a bordo di una piccola barca di 45 piedi, e sono rimasti ben 42 giorni senza toccare terra, ma quando sei giovane puoi fare questo e altro no?  

Giovedì 17 è una bella giornata di sole e facciamo una gita per vedere una bella cascata partendo dalla baia di Taio’a. Alla partenza passiamo da una secca molto piena di mante, ma il mare è molto agitato e non abbiamo la maschera per cui ci accontentiamo di guardarle e fotografarle dall’alto. 

Il forte vento da SE crea nel sud dell’isola un mare davvero confuso e impressionante, e all’interno della baia la risacca è ancora forte, per cui sbarchiamo nell’angolo più riparato in assoluto facendo già una discreta passeggiata per raggiungere il villaggetto abitato da una sola famiglia che conta poco più di 10 persone!

Bellissima la passeggiata nella foresta per arrivare alla cascata, ma purtroppo a causa delle forti piogge dei giorni precedenti, non possiamo addentrarci nella gola stretta che porta li vicino a causa del pericolo di caduta massi.

La nostra guida ci porta in un sito archeologico, dove in uno dei buchi in cui conservavano il frutto dell’albero del pane anche per anni, trasformandolo in una specie di formaggio, lui crea una trappola per maiali selvatici. Passerà tra 2-3 giorni per vedere se ne ha catturato uno. 

Il giorno dopo invece facciamo un giro nella parte est dell’isola passando per la valle di Taipivai (quella descritta da Melville nel suo primo libro), poi per la baie du controloeur fino ad arrivare alla spiaggia di Hanao, dove incontriamo alcune barche già incrociate prima, fra cui una famiglia portoghese con un monoscafo blu ed il catamarano di 52’ che ha fatto il canale di Panama con noi, con a bordo solo 3 persone (un salvadoreño, una colombiana e uno spagnolo), che, essendo meno di 5, si sono evitati la quarantena alle Marchesi!

Bellissimo il sito archeologico che si incontra prima della baia d’Hatiheu, anche se invaso dalle zanzare. Sul sito esiste anche l’albero più vecchio di tutta l’isola: ben 500 anni! È immenso. 

Al ritorno su Tahiti affittiamo una macchina per la comodità di girare l’isola mentre sulla barca fervono i lavori di manutenzione straordinaria e ordinaria, fra cui la riparazione del buco dell’albero. L’isola è molto piacevole: appena ci si allontana da Papeete la natura la fa da padrona e mostra tutta la sua bellezza.

Tutti si godono le bellezze dell’Isola, anche le Barbies delle bambine!

Intanto i prossimi ospiti, Giulio ed Eli, ci annunciano che non arriveranno intorno al 3 ma piuttosto il 14 luglio, causa vaccini non ultimati da meno di 15 giorni, come richiesto dalla Polinesia Francese per venire in vacanza. Incerti se partire o no alla fine dei lavori, decidiamo di cominciare a fare qualche immersione con il diving locale e scoprire la bellissima parete di roccia corallina che ci protegge dalle onde dell’oceano che divertono tanto i surfisti qui. 

Nei giorni successivi tutti faranno sub: Sandra prenderà 10 uscite, Cesar un corso di livello 1 e Stefano e Maribel faranno anche loro 5 uscite a testa sui punti più vicini alla marina ma fuori dal reef: Il tombant St. Etienne, la source, les 3 pitons, e la vallée blanche. Splendida la visibilità in 28 gradi di temperatura: un luogo ideale dove fare immersioni e anche fare i corsi, e infatti la nostra scuola Eleutera ha tantissimi clienti locali. 

Nell’attesa degli zii invece Eloise e Arianna faranno un bel corso di surf e subito dimostrano di essere portate! Assieme a loro anche un’altra bimba di 9 anni, Tessa, che è in viaggio con i genitori Tod e Jolanda, americano e olandese rispettivamente, su un monoscafo di 40 piedi di nome Bliss.

Il primo luglio Stefano e Maribel provano a forzare un po’ la mano con le autorità e farsi vaccinare e in effetti la fortuna aiuta gli audaci che guadagnano la prima dose di Pfizer! Il giorno dopo sarà il turno del resto dell’equipaggio. 

Tutti stanno molto bene a Tahiti e l’attesa a terra, in cui si riescono a risolvere una marea di piccoli problemi accumulati nei mesi precedenti, continua ad essere piacevole, come lo spettacolo dei tramonti su Moorea dalla barca. 

Malgrado ciò Maribel decidono di fare una settimana a Bora Bora, al Four Seasons, per prendersi una piccola “vacanza” … 

Finalmente la mattina del 14 Luglio arrivano Giulio ed Elisabeth e possiamo ripartire in barca, non prima di avergli fatto scoprire l’isola con un piccolo giro in macchina di Tahiti passando dallo splendido Harrison Smith Botanical Garden, proprio di fronte al museo Gaugin, chiuso per lavori.